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Ho ancora fame // Un testo dritto dallo stomaco

Quando ad esempio non trovi sonno, ti siedi a quattrocchi con un foglio e vomiti parole… Tante, infinite…Come voler parlare, soffocare, morire…e poi andare a dormire

Ho ancora fame

Ti ho lasciata un po’ dormire sopra il petto
E per imposizione poi, ho spento tutto quanto
Quel tuo stereo vintage che sputava note
Che ascoltare adesso sarebbe solo soffocare

Un po’ me ne vergogno di restare ancora appeso
Di non spingermi mai fuori dove forse è uscito il giorno
E che aprirò la porta ad un altro inverno gelo
A volte senza fiato, per te esistere è lo stesso

Come puoi lasciarmi andare?
Provo a dirti che di te ho nel pugno tutto il cuore
E le lotte, i tuoni, i calci e di nuovo ho ancora fame
Tu non mi fai andar via l’abitudine a morire

Scorrerei le mani ancora per attraversare il cielo
E per disposizione poi chiuderei le ali in volo
E sfonderei anche i fili che ci reggono alle nuvole
Crolleremo forse insieme per stranezza di abitudine

Dici sempre che è normale questa foga di sporcarsi
Mi fermo qui ad un passo, ci siamo già fin troppo persi
Come schegge di metallo che si infilano più a fondo
Come stai? Dove sei? Non lo sai? Finalmente ho detto tutto

Come puoi lasciarmi andare?
Provo a dirti che di te ho nel pugno tutto il cuore
E le lotte, i tuoni e i calci e di nuovo ho ancora fame
Tu non mi fai andar via l’abitudine a morire

Come puoi lasciarci andare?
Cadono parole vuote che non mi spetta di riempire
E di notte i muri spessi e di nuovo ho ancora fame
Tu non mi fai andar via l’abitudine a morire

Quanto pesa ora lo stomaco
Sto imparando a respirarmi
Ho perso vita per non provare a respirarti
Come stai? Dove sei? Cosa fai? Mi manchi, adesso dentro
Come stai? Dove sei? Non lo sai? Finalmente ho detto tutto

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Nudo a stento

In un momento in cui tracciavo la mia geografia...

GIULIO VOLPE – NUDO A STENTO

Sulle mani traccerò i percorsi lenti e stanchi
Di questo desiderio spento, piogge di malinconia
E sto bene anche domani con in tasca poche briciole
Ma che sanno di alchimia

Ho bagnato di sudore anche le fotografie
Anche te che mi hai vestito di passioni fuori fuoco

Intrepido dipingo te
Qui fermo e nudo a stento
Che la poesia degli angeli
Saprà portarti via
Prima di qualsiasi inverno
Che ci rende il fuoco cenere
Appenderò a stendere anche me

Solo i treni in equilibrio sanno quale strada correre
Ho inchiodato i miei respiri ai tuoi sussurri trasparenti
Io lontano dal tuo tempo camminavo trascendente
Tu sporcandomi di vuoto mi hai saputo dare il vento

Ho bagnato di sudore anche le fotografie
Anche te che mi hai vestito di passioni fuori fuoco

Intrepido dipingo te
Qui fermo e nudo a stento
Che la poesia degli angeli
Saprà portarti via
Prima di qualsiasi inverno
Che ci rende il fuoco cenere
Appenderò a stendere anche me

Eppure c’è la primavera
Che la luce sa soffondere
Sa confonderci e disperdere
Incollarci in faccia maschere
E sorprenderci a ripetere
Ancora un equilibrio instabile
Del gettare all’aria fulmini
A puntare tutti al cuore

Intrepido dipingo te
Qui fermo e nudo a stento
Che la poesia degli angeli
Saprà portarti via
Prima di qualsiasi inverno
Che ci rende il fuoco cenere
Appenderò a stendere anche me

...anche te.
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